Dietro le quinte del lavoro nello spettacolo.
Cosa è emerso dal webinar con la consulente del lavoro Laura Sodini
Nel nostro settore si parla spesso di musica, palchi, produzioni e tournée. Molto meno di tutto ciò che regge questi mondi: contratti, contributi, agibilità, tutele.
Il webinar condotto da Laura Sodini è nato proprio per illuminare quella parte “dietro le quinte” che quasi nessuno racconta, ma che incide profondamente sulla vita professionale di artisti e tecnici.
Un settore più tutelato di quanto sembri
Sodini ha iniziato sfatando un pregiudizio diffuso: l’idea che il mondo dello spettacolo sia poco regolamentato e quasi privo di protezioni.
Al contrario, esistono norme precise e tutele stabili, che permettono a chi lavora nello spettacolo di avere diritti del tutto comparabili a quelli degli altri settori.
La definizione di “spettacolo” oggi è molto ampia: comprende qualsiasi manifestazione artistica, anche senza pubblico presente, e include non solo artisti ma anche tecnici, fonici, assistenti di scena, operatori audio-video e tutti coloro che rendono possibile la produzione.
Subordinato o autonomo: due strade, molte varianti
Come in ogni campo professionale, anche nello spettacolo esistono due grandi categorie contrattuali.
Lavoro subordinato
Contratti con direttive, orari, busta paga, contributi e assicurazione. Sicuri e tutelanti, ma meno diffusi a causa dei costi elevati per i datori di lavoro.Lavoro autonomo
La forma più comune per musicisti, artisti e tecnici.
Il settore ha una particolarità: anche gli autonomi sono tenuti ai contributi ex ENPALS/INPS, elemento quasi unico rispetto ad altri comparti.
Sodini ha chiarito le principali tipologie:
Prestazione occasionale: utilizzabile solo per attività realmente sporadiche, con limite di 5.000 euro annui per persona.
Partita IVA: maggiore autonomia, ma gestione fiscale più complessa e contributi calcolati su minimali INPS fissati annualmente.
Autonomo esercente attività musicali: figura particolare con rivalsa del 23,81%, spesso sconsigliata per la complessità della denuncia Uniemens.
La logica delle giornate: il vero cuore del sistema
Un elemento centrale è il peso delle giornate contributive.
Per maturare un anno pieno ai fini pensionistici ne servono almeno 90.
Le giornate non sono recuperabili l’anno successivo, quindi la distribuzione del compenso, spesso “spalmato” su più giorni, diventa non solo una strategia economica, ma una vera forma di tutela per il futuro.
Agibilità ENPALS: quando serve davvero
Sul tema dell’agibilità è fondamentale fare chiarezza.
L’agibilità va richiesta non solo per i giorni di performance aperta al pubblico, ma anche per i giorni di prova retribuiti.
Le giornate di prova pagate sono infatti considerate a tutti gli effetti giornate lavorative e, come tali, devono essere coperte da certificato di agibilità prima dello svolgimento dell’attività, per garantire la copertura assicurativa e il rispetto della normativa.
In caso di mancata richiesta sono previste sanzioni amministrative a carico dell’organizzatore.
La richiesta di agibilità deve essere effettuata rispettando le stesse scadenze previste per la performance.
Cooperative e associazioni: perché entrano in gioco
Una parte molto importante del webinar ha riguardato un tema centrale nella vita reale di chi lavora nello spettacolo: le cooperative.
Sodini ha spiegato che, soprattutto nei rapporti con Comuni, enti pubblici e festival, spesso gli uffici non sono strutturati per gestire agibilità e buste paga degli artisti.
Non per mancanza di volontà, ma per assenza di competenze specifiche o per l’impossibilità di delegare procedure tecniche complesse.
Il risultato è che artisti e gruppi sono spesso costretti ad appoggiarsi a cooperative o associazioni che possano:
utilizzare una matricola INPS attiva per aprire l’agibilità;
emettere una fattura unica per spettacoli con più musicisti;
gestire contributi, ritenute e buste paga;
intervenire anche in caso di eventi gratuiti.
Come ha spiegato Sodini, quando si lavora in formazioni di due o tre elementi la gestione diventa più problematica e il ricorso a cooperative o associazioni diventa quasi inevitabile, perché queste strutture hanno già una matricola INPS e possono fungere da tramite amministrativo.
Ammortizzatori sociali: Discontinuità e ALAS
La parte finale del webinar è stata dedicata agli strumenti pensati per rispondere alla natura intermittente del lavoro artistico.
Indennità di Discontinuità
reddito inferiore a 30.000 euro;
almeno 51 giornate contributive;
prevalenza del reddito da spettacolo;
domanda entro il 30 marzo.
ALAS
Strumento assimilabile alla NASpI per gli autonomi dello spettacolo, basato su giornate contributive e reddito.
Entrambi richiedono una gestione estremamente attenta dei contratti e dei contributi.
Uno sguardo complessivo
Il webinar ha reso chiaro un concetto fondamentale: il lavoro nello spettacolo è complesso, ma non è un territorio senza regole.
Conoscere contratti, contributi, agibilità, cooperative e ammortizzatori sociali non è solo un adempimento amministrativo: è uno strumento di tutela, di dignità professionale e di continuità artistica.
Saper utilizzare correttamente questi strumenti significa garantire futuro, stabilità e diritti a un mestiere che vive di creatività, ma anche di molto lavoro invisibile.


